Gli ambienti del parco

Pianalti, ronchi e ronchetti – l’agricoltura nel tempo

Arrivando da Monza i Colli Briantei sono le prime colline che si trovano, i primi balconi da cui si può vedere la pianura sottostante, il nome Brianza deriva dal celtico brig arrivato fino ad oggi nel dialettale bricch.

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Pianalti – foto di Dante Spinelli

Queste colline però sono particolari in quanto sono orograficamente come dei grandi scalini, definiti “pianalti”, cioè dei piani che si alzano gradualmente dalla pianura. I versanti meridionali di questi piani sono da sempre chiamati ronchi o ronchetti, termine che ancora rimane in alcune frazioni. Storicamente erano mantenuti a piccoli terrazzamenti mantenuti con muretti a secco dove si faceva una agricoltura povera e di sussistenza, legata fino ai primi decenni del novecento alla mezzadria. Qui si poteva trovare la vite e gli orti, consociati a un po’ di frumento e patate, questi terreni producevano il sostentamento delle famiglie contadine.

Nei pianalti fino al passaggio dall’economia  contadina a quella artigianale e industriale, erano coltivati a seminativi e prati stabili, in piccoli appezzamenti, e fino a che rimase fiorente l’industria delle filande, erano caratterizzati dalla piantata, ovvero da campi inframezzati da filari di gelso, pianta utile per le foglie come materia prima per l’allevamento dei bachi da seta, fonte di integrazione dell’economia contadina delle corti e delle cascine.

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Muretti a secco – foto di Dante Spinelli

 

Oggi questa agricoltura non esiste più, modificata dallo scorrere del tempo in agricoltura professionale dove i mezzi agricoli permettendo di coltivare superfici sempre più maggiori e con l’abbandono dell’agricoltura da parte della popolazione, ha portato a riunire i campi in grandi appezzamenti, per coltivare seminativi (mais, frumento, orzo, sorgo) e ancora prati stabili.

Oggi sono poche le aziende agricole che rimangono presenti sul territorio, con una attività principale legata all’allevamento bovino sia per produrre latte che carne, che pur paga una minore resa rispetto alla pianura irrigua. I ronchi e i ronchetti oggi sono per lo più invasi dai boschi o in alcuni casi da piccoli orti.

 

I Boschi

I boschi sono diffusi lungo i versanti e le vallette incise dai torrenti dei pianalti. Nel Parco sono ancora abbastanza diffusi, pur non avendo enormi estensioni. I boschi di Bernate, della Cassinetta, della Ca’ Bella, di Rogoredo, della Val Fredda, della Valle Nava sono le propaggini più naturali dei Colli dove si possono ritrovare la maggior rappresentatività di ambienti diversi, di flora e di fauna.

 

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Carpino – foto di Dante Spinelli

 

Le Molgorane – l’acqua

L’acqua nel Parco è presente anche se nascosta, e cinge ad est e a ovest il territorio. La quasi totalità è compresa nel bacino del torrente Molgorana, affluente del fiume Lambro, torrente che risulta apparentemente diviso in due rami, che si riuniscono nel centro del comune di Arcore, oggi non più visibile il canale.

Questi torrenti caratterizzano e disegnano il territorio tagliando e scalfendo i pianalti da nord a sud, scoprendo i vari strati di argilla rossa, il “ferretto”.

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Laghettino di Bernate  - foto di Dante Spinelli