Flora e Fauna

I BOSCHI E LA VEGETAZIONE DEL PARCO

La robinia (Robinia pseudoacacia) l’albero più diffuso nel Parco, anche a seguito dell’azione dell’uomo che prima in passato l’ha usata come pianta per produrre paleria e legname da ardere, poi a seguito dell’abbandono di alcune aree agricole, sopratutto i terrazzamenti e i ronchi, si è avuto un incremento dei boschi e una maggiore diffusione della robinia.

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Bosco – foto di Luca Fantoni e Danilo Porta

Nei boschi puri di robinia oltre alla specie arborea dominante la flora è composta da specie tipicamente rustiche e invasive quali la quercia rossa, il ciliegio tardivo ed epifite lianose quali luppolo, Lonicera japinica ed edera, arbusti quali sambuco nero e rovo, mentre nello strato erbaceo sono presenti ortica, fitolacca, erba benedetta, stellaria media, celidonia, verga d’oro maggiore. In molti casi però la robinia non riesce ad essere la specie “dominante” del bosco, di conseguenza si trovano altre specie  a seconda della vicinanza con altri tipi di boschi, come la farnia (Quercus robur), la rovere (Quercus pubescens), il carpino bianco (Carpinus betulus), il frassino (Fraxinus excelsior), l’acero campestre (Acer campestre), il platano, e arbusti quali nocciolo, biancospino, sambuco nero, evonimo e sanguinello; nello strato erbaceo compaiono vinca, anemone dei boschi, sigillo di Salomone, carice selvatica, primula e le felci femmina e maschio. Nei boschi a robinia con bassa copertura di ciliegio tardivo e con rovere si hanno anche felce aquilina, luzula, melica delle faggete, gramigna dei prati e felce aquilina. I robinieti misti a castagno e rovere vedono infine conservate specie acidofile quali scorodonia, luzula, bucaneve, gramigna altissima.
I boschi più caratteristici dei Colli sono i boschi di farnia e/o rovere con carpino bianco (querco-carpineti) che vedono la dominanza di queste specie accompagnate generalmente da ciliegio selvatico, acero campestre ed altre essenze: pioppo nero (Populus nigra), olmo (Ulmus minor), frassino e castagno (Castanea sativa). Lo strato arbustivo comprende, sempre in diverse proporzioni a seconda delle stazioni, corniolo, nocciolo, pallon di Maggio, biancospino, rosa selvatica. La componente erbacea è ricca di specie nemorali, tra le quali sigillo di Salomone, mughetto, asparago selvatico, vinca, polmonaria, aglio orsino, ranuncoli, geranio nodoso, campanellino, scilla dei boschi.


FAUNA

La fauna dei Colli Briantei rappresenta un interessante varietà di animali, legati ai numerosi ambienti e nicchie ecologiche, dai boschi di quercie e robinie, ai campi coltivati, ai torrenti.

Quest’area protetta permette avere una fauna numerosa che arriva fin dentro i giardini delle case dei comuni che la circondano.

Abbiamo i mammiferi più comuni come la volpe (Vulpes vulpes) e la lepre (Lepus europeus), che si possono incontrare nei prati e nei campi a tutte le ore del giorno e della notte. A volte si incontrano piccoli ma simpatici roditori quali lo scoiattolo europeo (Sciurus vulgaris) con la pelliccia rossa o bruna che salta da un albero all’altro nei boschi e nei parchi urbani, è ancora presente nonostante la minacciosa presenza dello scoiattolo americano (Sciurus carolinensis). A volte lungo i torrenti si trovano tracce del più elusivo toporagno d’acqua (Neomys fodiens) o d’inverno nei rovi si vedono i nidi del moscardino (Muscardinus avellanarius), piccoli topolini degli ambienti boschivi, mentre nei vecchi fienili o passeggiando d’estate e d’autunno nei boschi si sentono i richiami flebili dei numerosi ghiri presenti (Glis glis).

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Moscardini – foto di Luca Fantoni e Danilo Porta

A volte si possono fare anche incontri più particolari, camminando per i sentieri del Parco, si possono vedere anche serpenti, da non confondere con le vipere (rarissime), di dimensioni ragguardevoli (fino a 2 metri di lunghezza) quali il biacco (Coluber viridiflavus) il saettone (Elaphe longissima) e la natrice (Natrix natrix).

D’estate l’aria è piena di canti, e vicino ai torrenti e agli stagni si sentono cantare i numerosi anfibi, rospo comune (Bufo bufo), rospo smeraldino (Bufo viridis), raganella (Hyla intermedia) e la rana verde (Rana esculenta), mentre dopo una copiosa pioggia nei boschi si può incontrare la colorata salamandra (Salamandra salamandra).

Di giorno e di notte, durante tutto l’anno, gli animali che si percepiscono di più e che dai campi e dai boschi arrivano fin sui davanzali delle case sono gli uccelli, numerosi e vari, quanto sono vari gli ambienti, si possono osservare i grandi rapaci, la poiana (Buteo buteo) o il nibbio bruno (Milvuns migrans) roteare lentamente in cielo, il gheppio (Falco tinnunculus) sospeso in caccia mentre fa’ lo “spirito santo”. L’aria durante tutto l’anno è piena di canti melodiosi, tra cui l’usignolo (Luscinia megarhynchos), il pettirosso (Erithacus rubecula), il codirosso comune (Phoenicurus phoenicurus), il merlo (Turdus merula), la capinera (Sylvia atricapilla), il luì piccolo (Phylloscopus collybita), il pigliamosche (Muscicapa striata), il codibugnolo (Aegithalos caudatus), le cince (cincia bigia, cinciarella, cinciallegra) e il fringuello (Fringilla coelebs).

Infine la notte si riempie di canti di civette (Athene noctua) e allocchi (Strix aluco) in caccia di piccoli animali.

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Gufo comune – foto di Luca Fantoni e Danilo Porta