Cascina Masciocco

La cascina Masciocco di Camparada è di origini molto antiche. E’ la tipica cascina lombarda ed  ha assunto la sua conformazione definitiva intorno alla metà del secolo scorso, in seguito alle modifiche apportate nell’organizzazione del lavoro agricolo introdotte dal processo di “industrializzazione” agricola della seconda metà dell’800.
Infatti, il percorso di trasfoMasciocco01rmazione del Masciocco da villa padronale in grande cascina plurifamiliare è visibile nelle mappe catastali del 1855, in cui si può già notare la formazione del corpo a “L” verso il territorio di Velate.
Dall’analisi delle mappe del 1722 (carlo VI) è ben visibile la precedente struttura padronale (Fam. Della Croce) con relativo orto, brolo, giardino strutturato su modulo quadrato, pascolo con salice ed una piccola chiesetta dedicata alla Madonna del Carmine. La chiesa attuale, Oratorio dedicato a S. Eurosia, prende forma tra 1880 e 1890, dopo la demolizione del precedente edificio.
E’ interessante notare, nell’evoluzione storica del lavoro e dei mestieri locali, la presenza nella Cascina di numerose famiglie dedite, già all’inizio del secolo, all’attività di raccolta, separazione e rivendita dei rifiuti provenienti principlamente dalla città di Milano; i “Ruè” (ovvero “trasportatori di letame”) così chiamati si recavano a Milano in tarda serata per iniziare la raccolta con i loro carretti con lanternino di carburo, per poi fare rientro al Masciocco intorno alle nove del mattino seguente: un’antecedente importante dell’attività di riciclaggio e separazione del rifiuto, oggi largamente esercitata su scala industriale.
Dalla ricostruzione storica è possibile confermare anche la presenza dell’attività di allevamento del baco da seta, testimoniata dalla presenza, fino al dopoguerra, di un numero rilevante di alberi di gelso posto a filari di fronte al lato porticato e nell’area retrostante la chiesa.

Caratteristica storica del Masciocco come di altre cascien della zona   è l’attività svolta dai suoi abitanti nella prima metà del Novecento: i “rué”, ossia i trasportatori di immondizia.
Gli uomini partivano con carrettini trainati da asini e cavalli a tarda sera e arrivavano a Milano alle prime ore del mattino. Raccoglievano l’immondizia delle case private e ripartivano per il viaggio di ritorno al mattino. Al Masciocco il carico veniva selezionato nella speranza di scoprire tra i rifiuti oggetti di un certo valore e tutto ciò che potesse essere riutilizzato come materia prima.
I materiali raccolti venivano rivenduti. Il rimanente del carico, completamente biodegradabile, veniva mischiato con letame e stallatico ed utilizzato come concime nei campi.